Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie

Slideshow

Slideshow2

Slideshow3

Slideshow4

Previous Next

Intervento di cataratta con cristallini artificiali di ultima generazione (IOL)

La cataratta è una patologia caratterizzata dall'opacità progressiva del cristallino.
La sede dell'opacità è variabile, e in base alla sede insorgono disturbi visivi differenti. Il sintomo più comune è il calo graduale del visus. Nella forma nucleare il sintomo caratteristico è la comparsa di miopia, e quindi il paziente comincerà a vedere meglio per vicino e sfuocato per lontano.
Nella forma corticale e sottocapsulare si ha riduzione visiva sia per lontano che per vicino e in alcuni casi alterazione della percezione dei colori.
Può avere cause ( eziopatogenesi )  differenti e la più frequente è la cataratta senile.

L'unica terapia della cataratta è l'intervento chirurgico che viene al giorno d’oggi eseguito in anestesia topica con l'utilizzo di un collirio anestetico precedentemente instillato nel sacco congiuntivale, o, se le condizioni lo rendessero necessarie, in anestesia loco-regionale con un iniezione peribulbare. Non è più necessario il ricovero ospedaliero, infatti nella stragrande maggioranza dei casi l'intervento viene eseguito in regime ambulatoriale garantendo al paziente un maggiore confort e minori stress psicologici.

La tecnica utilizzata ormai da anni con soddisfacenti risultati è la Facoemulsificazione ad ultrasuoni: attraverso un piccolo taglio corneale periferico di circa 2-3 mm viene introdotta una sonda (Facoemulsificatore) con la quale si frammenta e si aspira il cristallino catarattoso.
Il passo seguente è l'impianto della lente intraoculare (IOL) nella stessa sede del cristallino asportato.

In passato, prima dell'avvento delle IOL, l'occhio operato rimaneva ipermetrope di circa 15 Diottrie ed il paziente doveva utilizzare lenti correttive pesanti e spesse.
Grazie alle lentine intraoculari questo problema si è risolto e quindi il paziente riesce a vedere bene per lontano anche se permane il difetto visivo per vicino.
Da qualche anno sono uscite in commercio delle nuove lentine ad Alta Tecnologia che correggono sia il difetto per lontano che il difetto per vicino, consentendo di abbandonare o limitare l'utilizzo degli occhiali per la lettura: lenti multifocali refrattive, diffrattive e le lenti accomodative.

 

   
IOL multifocale (refrattiva) .......... IOL accomodativa .......... IOL multifocale (diffrattiva)

 

Le lentine multifocali refrattive, grazie a un particolare design della zona ottica, permettono la visione di oggetti posti a distanze diverse consentendo la buona visione per lontano, vicino e a distanza intermedia. Tuttavia hanno lo svantaggio di provocare talvolta aloni intorno alle luci durante la visione notturna e la minore sensibilità al contrasto in relazione alla dilatazione pupillare del paziente stesso.

Per tali motivi e per ovviare a tali problematiche fastidiose sono state studiate e sperimentate nuove lentine.

Le prime nate sono le IOL accomodative che minimizzano gli aloni e che basano la loro funzione sull'accomodazione del muscolo ciliare dell'occhio operato di cataratta. Durante la visione per lontano quando il muscolo ciliare è rilassato e le fibre zonulari sono distese, le anse della lentina sono distese nel sacco capsulare; nella visione per vicino, al contrario, quando il muscolo ciliare è contratto e le fibre zonulari rilasciate, le anse della lentina si piegano posteriormente anteriorizzando il piatto ottico. In entrambi i casi le immagini si formeranno sul piano retinico consentendo una buona visione a distanze differenti senza l'ausilio degli occhiali. Rimane comunque il dubbio se nella presbiopia entri in gioco l'ipofunzionalità del muscolo ciliare e di conseguenza l'effettivo beneficio di queste lentine.

Successivamente hanno fatto la loro comparsa le lentine multifocali diffrattive con ottica apodizzata che consiste in una variazione dell'altezza e della distanza degli step concentrici presenti sulla lente e che, inoltre, mimano la forma asferica del cristallino naturale, cioè più curva nella parte centrale della lente e piatta in periferia.

 

 

Il processo di apodizzazione delle lenti, già noto in ottica fisica, viene normalmente utilizzato per migliorare la risoluzione dei comuni microscopi e telescopi astronomici attraverso artifizi diversi con riduzione degli aloni ed aumento del contrasto dei dettagli delle immagini osservate.
L'apodizzazione delle lenti intraoculari multifocali, in modo analogo, migliora la performance visiva del paziente, particolarmente in condizioni di scarsa luminosità, ottimizzando la trasmissione dell'energia luminosa attraverso l'ottica della lente.

Questo permette una buona visione anche in dilatazione ossia in condizioni di scarsa luce eliminando la formazione degli aloni.

Le lenti multifocali hanno dimostrato ottima efficacia nella performance visiva per lontano con risultati paragonabili a quelli forniti dalle lenti monofocali, migliorando inoltre la capacità visiva per vicino e per distanze intermedie.

 

C.L.V. Centro Laser Vista Varese - Diagnostica e microchirurgia oculare

Direttore sanitario: Dott. Maurizio Chiaravalli
specialista in oftalmologia

Via Speroni, 14   Varese
Tel. +39 0332 242266
Cell. +39 335 6873170
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Copyright © 2013 Chessa Stefano